SPERANZE DI VITA

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Gli alunni di 5^ A della scuola Canova hanno lavorato , nella seconda parte dell'anno scolastico, sul tema della "Shoa". Dopo aver guardato delle foto provenienti dal Museo di Yad Vashem, appartenenti ad una raccolta intitolata "Ritorno alla vita" che proponeva momenti di vita dopo la liberazione, hanno lavorato ridisegnando con la tecnica del carboncino alcuni particolari ritenuti più significativi abbinandoli a delle frasi rappresentanti la speranza della vita dopo le persecuzioni.

Hanno anche prodotto dei testi inventando delle storie collegando alcune immagini tra loro.

Ecco alcuni dei lavori fatti.

 Testo n° 1

LA  VITA  CHE  RITORNA

Finalmente io e le persone sopravvissute con me eravamo libere, eravamo  speranzose e credevamo in un nuovo inizio.
Mi ricordo ancora quel giorno! Eravamo tutti  vicinissimi ai cancelli  del   campo e un po' ci veniva da spingere mentre aspettavamo che li aprissero. Finalmente ci avevano liberati ! Proprio noi ! Gente che  nessuno prima considerava,   gente che era nullità.... eravamo ritornati ad essere qualcuno.Ci avevano ridato dei vestiti, al posto di quel pigiama a righe che avevamo. Certo non erano i  nostri vestiti ! Ricordo ancora il vestito che indossavo quando ero arrivata due anni prima al campo: era quello che mi aveva regalato la mia migliore amica ed era finito in un mucchio in mezzo ad altri e in mezzo ad altri cari ricordi.Comunque ora avevo perfino uno giacca e una borsa e stavo per ritornare a casa, nella  mia casa  se era  rimasta in piedi. Salivamo  con ordine  nei treni e non c'erano soldati che spingevano, anzi, qualcuno  di loro ci dava una mano a salire.... c'era perfino qualche soldato che  stava aiutando una bambina a mettersi  le  scarpe. Le  scarpe... quelle  scarpe  tanto  aspettate... sembrava quasi non vero !
La speranza si respirava nell'aria e  si vedeva  nei  gesti che  stavano  accadendo:   qualcuno ha  anche tagliato  ad un anziano la  stella  gialla che portava ancora attaccata agli abiti. E credo che per tutti quelli che hanno visto questo gesto sia stata un'emozione fantastica.Ma la cosa più bella che ti dava speranza erano le voci dei bambini: chi sorrideva, chi chiedeva di andare a casa, chi chiedeva qualcosa  da mangiare, chi voleva fare una corsa, chi chiamava un amico....
Un rincorrersi di voci....   UN  RINCORRERSI  DI  VITA...


classe 5^ A -  " Canova" 
Sofia Alessi  -   Aldo Rebecchi

Testo n° 2 

"GRAZIE"

"Grazie  soldato!" disse  una  bambina  ebrea  e  nel  suo  tono  di  voce  non  c'era  paura. "Prego"  rispose  il  soldato  con  gentilezza,  quasi  per  ricambiare  la  cortesia. Il  soldato  stava  mettendo  la  scarpa  alla  bambina.  Davvero  una  cosa  fantastica  e  strana,  se  si  pensa  che fino  a  pochi  mesi  fa  le  scarpe  agli  ebrei  venivano  tolte.
Era  appena  finita  la  guerra  e  i  cancelli  di  Auschwitz si  erano  aperti  da  poco.
Sembrava  che  nessuno  facesse  più  parte  di  quel  passato.
Molti  soldati  erano  scappati,  molti  erano  morti,  altri  erano  lì  in  attesa. E  nell'attesa  aiutavano  i  bambini,  perchè  avevano  capito  che  la  vita  è  più  importante  di  tutto. Ed  ora  proprio  quei  soldati  erano  lì,  senza  fretta,  senza  gridare,  a  chiacchierare  tra  loro  e  a  parlare  con  i  bambini.                                                                                                       C'era  anche  tanta  altra  gente  che  camminava  lungo  le  strade  e  donne  e  uomini  si  mescolavano. Qualcuno  non  sapeva  ancora  dove  andare,  qualcuno  aveva  ancora  l'espressione  dispersa  e  lo  sguardo  che  vagava  per  l'aria  grigia. Qualcuno si  arrampicava  qua  e  là  e  gridava  qualcosa,  lanciando  in  aria  il  proprio  berretto.    Ma  per  tutti  rinasceva  la  speranza.... ricominciava  la  vita......                                                                                                                                                                       
  

classe 5^ A -  " Canova"

Ferracin  Alberto