Mercoledì 16 Giugno 2010 20:32
Gli alunni di 5^ A della scuola Canova hanno lavorato , nella seconda parte dell'anno scolastico, sul tema della "Shoa". Dopo aver guardato delle foto provenienti dal Museo di Yad Vashem, appartenenti ad una raccolta intitolata "Ritorno alla vita" che proponeva momenti di vita dopo la liberazione, hanno lavorato ridisegnando con la tecnica del carboncino alcuni particolari ritenuti più significativi abbinandoli a delle frasi rappresentanti la speranza della vita dopo le persecuzioni.
Hanno anche prodotto dei testi inventando delle storie collegando alcune immagini tra loro.
Ecco alcuni dei lavori fatti.
Testo n° 1
LA VITA CHE RITORNA
Finalmente io e le persone sopravvissute con me eravamo libere, eravamo speranzose e credevamo in un nuovo inizio.
Mi ricordo ancora quel giorno! Eravamo tutti vicinissimi ai cancelli del campo e un po' ci veniva da spingere mentre aspettavamo che li aprissero. Finalmente ci avevano liberati ! Proprio noi ! Gente che nessuno prima considerava, gente che era nullità.... eravamo ritornati ad essere qualcuno.Ci avevano ridato dei vestiti, al posto di quel pigiama a righe che avevamo. Certo non erano i nostri vestiti ! Ricordo ancora il vestito che indossavo quando ero arrivata due anni prima al campo: era quello che mi aveva regalato la mia migliore amica ed era finito in un mucchio in mezzo ad altri e in mezzo ad altri cari ricordi.Comunque ora avevo perfino uno giacca e una borsa e stavo per ritornare a casa, nella mia casa se era rimasta in piedi. Salivamo con ordine nei treni e non c'erano soldati che spingevano, anzi, qualcuno di loro ci dava una mano a salire.... c'era perfino qualche soldato che stava aiutando una bambina a mettersi le scarpe. Le scarpe... quelle scarpe tanto aspettate... sembrava quasi non vero !
La speranza si respirava nell'aria e si vedeva nei gesti che stavano accadendo: qualcuno ha anche tagliato ad un anziano la stella gialla che portava ancora attaccata agli abiti. E credo che per tutti quelli che hanno visto questo gesto sia stata un'emozione fantastica.Ma la cosa più bella che ti dava speranza erano le voci dei bambini: chi sorrideva, chi chiedeva di andare a casa, chi chiedeva qualcosa da mangiare, chi voleva fare una corsa, chi chiamava un amico....
Un rincorrersi di voci.... UN RINCORRERSI DI VITA...
classe 5^ A - " Canova"
Sofia Alessi - Aldo Rebecchi
Testo n° 2
"GRAZIE"
"Grazie soldato!" disse una bambina ebrea e nel suo tono di voce non c'era paura. "Prego" rispose il soldato con gentilezza, quasi per ricambiare la cortesia. Il soldato stava mettendo la scarpa alla bambina. Davvero una cosa fantastica e strana, se si pensa che fino a pochi mesi fa le scarpe agli ebrei venivano tolte.
Era appena finita la guerra e i cancelli di Auschwitz si erano aperti da poco.
Sembrava che nessuno facesse più parte di quel passato.
Molti soldati erano scappati, molti erano morti, altri erano lì in attesa. E nell'attesa aiutavano i bambini, perchè avevano capito che la vita è più importante di tutto. Ed ora proprio quei soldati erano lì, senza fretta, senza gridare, a chiacchierare tra loro e a parlare con i bambini. C'era anche tanta altra gente che camminava lungo le strade e donne e uomini si mescolavano. Qualcuno non sapeva ancora dove andare, qualcuno aveva ancora l'espressione dispersa e lo sguardo che vagava per l'aria grigia. Qualcuno si arrampicava qua e là e gridava qualcosa, lanciando in aria il proprio berretto. Ma per tutti rinasceva la speranza.... ricominciava la vita......
classe 5^ A - " Canova"
Ferracin Alberto


